Il percorso di queste domeniche dopo Pentecoste: abbiamo ascoltato le pagine più importanti della storia della salvezza il cui centro è Gesù: tutto prende forma in lui, senso pieno……Gesù che chiama attorno a sé la sua Chiesa e la invia fino alla fine dei tempi in cui tutto sarà preso fra le braccia del Padre. Vorrei soffermarmi già da ora su alcune conseguenze, 2 in particolare per la nostra vita:1 La storia della salvezza prosegue nell’oggi, noi ne siamo i protagonisti. Nei nostri sì, nelle nostre scelte, nel nostro dolore portato avanti con dignità e coraggi, nell’obbedienza al quotidiano e alla scelta di vivere a immagine di Cristo noi stiamo costruendo un angolo di regno di Dio. Non sottovalutiamo se non ha clamore, le cose più importanti sono invisibili agli occhi e scorrono nelle vene della storia. 2 Non esiste Chiesa se non in una dinamica missionaria. Non si può trattenere per sé la buona notizia. Se hai incontrato la verità, la gioia che fa danzare e palpitare il cuore la devi raccontare non la puoi trattenere, devi farti portale d’accesso per la fede di qualcun altro. A credere si arriva così, per la testimonianza buona di un fratello più grande che si è lasciato rapire dalla forza della Parola e si è lasciato mettere in gioco totalmente. Il termometro della nostra fede, delle nostre liturgie, della carità cioè della nostra capacità di amare i poveri e metterli al centro, della nostra speranza, del nostro saper testimoniare uno stile di vita alternativo sta nella forza di accogliere fra noi sempre nuovi fratelli, di saper trasmettere il buon bagaglio della fede, interessarci delle terre lontane che desiderano il vangelo come una pioggia per il deserto.
Le letture di oggi sono un prontuario per la comunità che vuole vivere la missione.1 per andare, per salpare al largo ci vuole una comunità alla maniera del racconto di Atti: i diversi vivono la comunione attorno alla presenza del Risorto e stanno in ascolto della voce dello Spirito. Queste sono le radici utili, necessarie per avere i frutti di evangelizzazione. La missione non è l’iniziativa di alcuni, il gioco in solitaria di pochi appassionati del tema. Tutta la comunità è missionaria, testimonia al mondo la bellezza dell’amore alternativo secondo il Vangelo, suscita simpatia attorno a sé e poi sceglie alcuni che possano partire. Questa è la cosa necessaria anche oggi per la missione della Chiesa. tutti siamo chiamati ad amarci, quasi a chiuderci per poi aprirci, e dare sostegno a chi fra noi è più esposto. 2 la missione alle genti di Paolo, verso chi di principio si pensava non potesse essere accolto nella storia della Salvezza. Paolo ribalta ogni pregiudizio. La Chiesa di oggi è chiamata a scommettere proprio sulle persone apparentemente più lontane, quelle su cui non faremmo mai nessun investimento. Anch3 accanto a noi, case, strade, posti di lavoro e di vita c’è gente che attende il vangelo! Dalla roccia durissima il Signore sa far scaturire le sorgenti d’acqua più fresche. Non è tempo perso perdere tempo con i giovani sul muretto delle nostre piazze, fermarsi a raccontare la speranza che è in noi con chi ci interroga, con i figli che sembrano aver cambiato direzione. E se non noi altri raccoglieranno i frutti della nostra semina i figli delle lacrime non andranno mai perduti 3 Gesù chiama i suoi sul Monte. Per esser missionari si deve stare prima con Gesù e conoscerlo, amarlo, sentire nel cuore la sua presenza di Signore risorto: la nostra fede non è un’ideologia ma un incontro con chi ti ha amato da sempre. alcuni dubitavano. Per andare in missione non serve una fede granitica. I dubbi si scioglieranno lungo la strada. Il dubbio ti mette dalla parte di chi ascolta il vangelo e sta nel buio. Io sono con voi. È Gesù che agisce. Noi non lo portiamo da nessuna parte. È lui che ci porta. Noi non annunciamo la Parola: è lei che annuncia che la nostra vita è più bella se palpita in essa il segreto del Crocifisso-Risorto. Noi siamo poveri strumenti, comunque necessari perché Dio ha voluto così Grazie a chi vive ogni giorno la sua missione ed è speranza per tutti noi e per il mondo.
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