domenica 8 aprile 2012

quarta domenica di Quaresima


Con gli occhi dei farisei

Certo, il fatto che lui ora ci vedesse era davvero singolare e fuori da ogni logica. Non riuscivamo a spiegarci come fosse accaduto. Eravamo davvero smarriti: ecco perché continuavamo a interrogarlo rischiando, sì lo ammetto, di diventare ridicoli. I piatti della bilancia però non riescono a stare in equilibrio: da una parte pesa la sua guarigione e dall’altra c’è l’uomo per il quale era avvenuto il segno. Dio non può guarire di sabato, Dio non può essere con uno che viene da Nazareth, uno qualunque, uno che non è dei nostri, uno che esce da ogni schema. Dio sta nella Legge, si è rivelato a Mosè, visita Israele con la sua mano potente, è Altro e altrove. Eppure quegli occhi prima chiusi ora mi facevano paura così pieni di luce intensa.



Con gli occhi del cieco nato

Non avevo chiesto nulla di più di qualche spicciolo per tirare a campare anche quel giorno. Ma lui probabilmente mi aveva letto dentro. Il mio sogno più grande, il mio desiderio più autentico era quello di potermi riscattare, di potere acciuffare la mia libertà fra le mani e dare alla mia vita la direzione che io volevo. Mi ha messo del fango sugli occhi, come quando Dio crea Adamo così lui ha riplasmato i miei occhi informi. E poi sono corso subito a Siloe, le mie gambe hanno obbedito, era la mia partecipazione era la mia voglia di novità. Non capisco però come non si possa credere, come si possa negare anche l’evidenza, chiudere gli occhi di fronte all’ovvietà del bene che ho ricevuto: che pena quell’essere rimbalzato come un imputato in un processo da un parte all’altra di fronte a gente che aveva deciso a priori di non lasciarsi interrogare. Di buono c’è solo il fatto che, nonostante mi abbiano cacciato fuori dal loro mondo, in quel dialogo mi si faceva sempre più chiaro che Gesù non è solo un uomo o un profeta ma il Messia e Figlio di quel Dio che ancora oggi in me rivela la sua grandezza e che nella mia debolezza mi ha salvato.

Quando incontri la Verità la tua prospettiva cambia definitivamente e nulla è più come prima. E ora questa Verità è il mio tesoro.    



Io credo davvero che l’incontro con Cristo, lasciare che la sua presenza di Signore tocchi il tuo cuore, ti raggiunga nella situazione in cui sei, nelle tue zone d’ombra, che il suo passaggio raccolga i tuoi sogni, il tuo desiderio di eternità ti cambia la prospettiva sulla vita. Quando questo accade, per te Cristo non è una verità fra le altre, uno fra i tanti, uno che occupa una parte del tuo tempo senza nulla intaccare del resto. Gesù diventa il punto prospettico per rileggere e ricomprendere ogni cosa a partire da te stesso. Oggi siamo chiamati a metterci nei panni di questo cieco nato per ritrovare uno sguardo nuovo, quello che ci è stato donato come un paio di lenti, nel giorno del Battesimo

Chi sono io. Quanta sfiducia nel giudicarci inversamente proporzionale alla carica di aggressività che usiamo per difenderci davanti agli altri. Ci sentiamo davvero piccoli, povera cosa, indifesi di fronte a un mondo che vuole frammentarci e rubare a noi noi stessi. La verità ce la consegna Gesù: tu sei prezioso, tu vali, per te il Signore opera prodigi, tu sei la gloria di Dio nella tua vita e la tua vita è preziosa, molto perché sei unico e irripetibile. La tua libertà è insopprimibile e sei chiamato a dare ai tuoi giorni la direzione dell’amore per non sciupare nemmeno una briciola della tuo tempo.    

Chi è l’altro Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finiva la notte e cominciava il giorno. "Forse da quando si può distinguere con facilità un cane da una pecora?". "No", disse il rabbino. "Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?". "No", ripeté il rabbino. "Ma quand'è, allora?", domandarono gli allievi. Il rabbino rispose: "E' quando guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. Fino a quel punto è ancora notte nel tuo cuore".

Cos’è questo tempo che mi è dato di vivere. Occasione, Grazia, tempo visitato, in esso tutto il necessario per la tua gioia e per la gioia di qualcun altro

Chi è Dio. Padre.

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