Con gli occhi dei farisei
Certo, il fatto che lui ora ci vedesse era davvero
singolare e fuori da ogni logica. Non riuscivamo a spiegarci come fosse
accaduto. Eravamo davvero smarriti: ecco perché continuavamo a interrogarlo
rischiando, sì lo ammetto, di diventare ridicoli. I piatti della bilancia però non
riescono a stare in equilibrio: da una parte pesa la sua guarigione e
dall’altra c’è l’uomo per il quale era avvenuto il segno. Dio non può guarire
di sabato, Dio non può essere con uno che viene da Nazareth, uno qualunque, uno
che non è dei nostri, uno che esce da ogni schema. Dio sta nella Legge, si è
rivelato a Mosè, visita Israele con la sua mano potente, è Altro e altrove.
Eppure quegli occhi prima chiusi ora mi facevano paura così pieni di luce intensa.
Con gli occhi del cieco nato
Non avevo chiesto nulla di più di qualche spicciolo per
tirare a campare anche quel giorno. Ma lui probabilmente mi aveva letto dentro.
Il mio sogno più grande, il mio desiderio più autentico era quello di potermi
riscattare, di potere acciuffare la mia libertà fra le mani e dare alla mia
vita la direzione che io volevo. Mi ha messo del fango sugli occhi, come quando
Dio crea Adamo così lui ha riplasmato i miei occhi informi. E poi sono corso
subito a Siloe, le mie gambe hanno obbedito, era la mia partecipazione era la
mia voglia di novità. Non capisco però come non si possa credere, come si possa
negare anche l’evidenza, chiudere gli occhi di fronte all’ovvietà del bene che
ho ricevuto: che pena quell’essere rimbalzato come un imputato in un processo
da un parte all’altra di fronte a gente che aveva deciso a priori di non
lasciarsi interrogare. Di buono c’è solo il fatto che, nonostante mi abbiano
cacciato fuori dal loro mondo, in quel dialogo mi si faceva sempre più chiaro
che Gesù non è solo un uomo o un profeta ma il Messia e Figlio di quel Dio che
ancora oggi in me rivela la sua grandezza e che nella mia debolezza mi ha
salvato.
Quando incontri la Verità la tua prospettiva cambia
definitivamente e nulla è più come prima. E ora questa Verità è il mio tesoro.
Io credo davvero che l’incontro con Cristo, lasciare che
la sua presenza di Signore tocchi il tuo cuore, ti raggiunga nella situazione
in cui sei, nelle tue zone d’ombra, che il suo passaggio raccolga i tuoi sogni,
il tuo desiderio di eternità ti cambia la prospettiva sulla vita. Quando questo
accade, per te Cristo non è una verità fra le altre, uno fra i tanti, uno che
occupa una parte del tuo tempo senza nulla intaccare del resto. Gesù diventa il
punto prospettico per rileggere e ricomprendere ogni cosa a partire da te
stesso. Oggi siamo chiamati a metterci nei panni di questo cieco nato per
ritrovare uno sguardo nuovo, quello che ci è stato donato come un paio di
lenti, nel giorno del Battesimo
Chi sono io. Quanta sfiducia nel giudicarci inversamente
proporzionale alla carica di aggressività che usiamo per difenderci davanti
agli altri. Ci sentiamo davvero piccoli, povera cosa, indifesi di fronte a un
mondo che vuole frammentarci e rubare a noi noi stessi. La verità ce la
consegna Gesù: tu sei prezioso, tu vali, per te il Signore opera prodigi, tu
sei la gloria di Dio nella tua vita e la tua vita è preziosa, molto perché sei
unico e irripetibile. La tua libertà è insopprimibile e sei chiamato a dare ai
tuoi giorni la direzione dell’amore per non sciupare nemmeno una briciola della
tuo tempo.
Chi è l’altro Un vecchio rabbino domandò una volta ai
suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui
finiva la notte e cominciava il giorno. "Forse da quando si può
distinguere con facilità un cane da una pecora?". "No", disse il
rabbino. "Quando si distingue un albero di datteri da un albero di
fichi?". "No", ripeté il rabbino. "Ma quand'è, allora?",
domandarono gli allievi. Il rabbino rispose: "E' quando guardando il volto
di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. Fino a quel
punto è ancora notte nel tuo cuore".
Cos’è questo tempo che mi è dato di vivere. Occasione,
Grazia, tempo visitato, in esso tutto il necessario per la tua gioia e per la
gioia di qualcun altro
Chi è Dio. Padre.
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